Ho fatto una delle piu' grandi gaffe(s) della mia vita.
Ma sono tranquillo, in pace con me stesso.
Ho telefonato alla mia libreria di fiducia per ordinare un libro.
Dopo squilli a vuoto risponde una voce femminile, dolce.
"Salve, sono P.M."
"Ah salve."
"...."
"...."
"Come va?"
"Bene... bene... lei?"
"Bene, grazie."
"...."
"Lei e' la giovane?"
Gelo.
Con l'espressione la "giovane" intendevo la commessa-cassiera, una ventenne simpatica e carina, che fronteggia le due-tre attempate proprietarie della libreria.
Evidentemente parlavo con una di queste ultime.
Ma sono stato un grande.
Con assoluta nonchalanche ho fatto finta di niente e ordinato il mio libro (una cosa di barbara alberti, grande scrittrice, su gianna nannini, mio idolo rock).
Tutto sta cambiando dentro, e quindi fuori di me.
Ho sognato i miei genitori che ballavano buffi come pupazzi.
E io me ne andavo.
Finalmente.
Poi mi raggiungevano.
Ma un passo era fatto!
La realta' non esiste.
E allora nn importa che cio' che si scrive sia reale o meno.
L'importante, l'unica cosa che veramente conta, e' che sia buono.
Hemingway dice che bisogna parlare solo di cose che si conoscono in prima persona.
MA lui la guerra l'ha fatta nelle retrovie, al calduccio.
E ha scritto "Addio alle armi", un capolavoro proprio su guerra ed eroismo.
Era un grande scrittore!
(gia' penso con beffarda soddisfazione a quando ridero' con l'attempata libraia della mia gaffe...)
"Scrivete male con orgoglio, poi riscrivete".
La mia prima lezione di sceneggiatura, a Los Angeles, la citta' perduta.
I miei sogni di allora, l'odierna realta'.
In mezzo: tutta una vita.
Da raccontare.
Seguendo la strada mentre nasce.
"Basta seguire il sentiero dorato". Il Mago di Oz







